19/11/2009

E guardo il mondo da un oblò

 

I rami ingobbiti dalla neve, come quei vecchi di paese con le schiene rotte dalla fatica di una vita a pane e terra.

 

Il din don soffocato delle campane...

 

Il rumore della 500 che in lontananza arranca con le ruote aggrappate a quel poco asfalto nero che scompare sotto uno, due, mille fiocchi.

 

Guardo dal cancello e aspetto, aspetto qualcuno, qualcosa, non so cosa, ma è bello rimanere immobile e sentire le carezze della neve.


Din, don, sono già le 4...

 

La luce si abbassa, la neve non scende più. Silenzio intorno, vedo il respiro e mia madre che cuce seduta vicino alla finestra.


Ogni tanto mi guarda, leggo il labbiale, “Entra che fa freddo”, disobbedisco è troppo bello il mondo visto da qui...

 

 

(....ricordi di infanzia....)

Il Raffinato

17/11/2009

Per fare un tavolo ...

 

Tutti, chi prima chi poi, abbiamo cantato quella canzoncina del Tavolo, del legno, dell’albero ecc...

Sabato, mentre mi stavano cambiando il tetto del garage, ripensavo a quella canzone, a come sia cambiato il mondo e tutto sia diventato più evanescente. La canzone parlava di cose concrete, reali, che puoi toccare; le due persone che mi hanno cambiato il tetto a fine giornata sono andati via da casa mia con la consapevolezza di aver fatto qualcosa di tangibile: hanno preso un vecchio tetto, lo hanno disfatto e ne hanno fatto uno nuovo. Qualcosa di materiale che puoi vedere e che rimarrà, a meno di uragani e trombe d’aria, li dove l’hanno messo, per diversi anni.

Lavoro alla ACME Enterprise che di mestiere crea e vende cose impalpabili che costano molto più di un tetto di un garage, cose a cui San Tommaso non potrebbe mai credere visto che non si possono toccare; allo stesso tempo però sono cose che al giorno d’oggi fanno funzionare un’azienda, che permettono ad una banca di conservare i nostri soldi, che permettono ai medici di sapere chi sei e che malattie hai avuto nella tua vita ecc ecc... cose assolutamente positive. Quello che c’è di meno positivo in questo è che il mondo è ormai dipendente da queste cose e si sta perdendo il contatto con le cose vere, genuine.

“Con le mani” di Zucchero, elencava una serie di cose che con le mani si potevano fare, cose banali ma necessarie ... a nessuno è mai venuto in mente di scrivere una canzone “Con il software!”.

E’ che ogni tanto ho bisogno di una sana banalità, di ritornare un po’ all’antico, di sapere che se l’auto non si accende è perchè manca la benzina e non perchè ci sono 10 centraline elettroniche che dialogano tra loro e il software è impazzito ... Ci stiamo complicando troppo la vita poi ci lamentiamo che il mondo corre troppo ... Certo che corre troppo! Lo facciamo governare dai computer, che io per definizione chiamo “asini veloci”, vuoi che tutto poi non diventi rapido? Troppo rapido ...

La generazione di bambini che oggi ha 3-4 anni ha una velocità di apprendimento che è 10 volte superiore alla mia quando avevo la loro stessa età. Bene? Male? Non lo so, quello che so è che io, se voglio stare dietro a tutto devo fare molta più fatica, e a volte non ho voglia di faticare, piuttosto manderei tutto aff..ulo.

Lati positivi e negativi del progresso certo, però secondo me il progresso deve aiutarci a vivere meglio e non a farci correre di più! Una volta, tanti anni fa, se non ricordo male c’era una pubblicità ... in cui un tipo preso dallo sconforto urlava: “Fermate il mondo voglio scendere!”. Ecco ogni tanto mi sento come lui, preso in un meccanismo che gira più veloce di quanto non voglia (possa) andare io...

Il Raffinato

11/11/2009

Il Tempo è tiranno

 

Settimane convulse in ufficio e da qui alla fine di Novembre mi resterà poco tempo per scrivere sul blog ... in realtà il tempo ci sarebbe anche, è la testa che non ci sarà.

La testa sarà impegnata ad interrogarsi sulla capacità di acquisto dei clienti, sulla loro propensione al sadismo verso il “povero” fornitore quale io sono, sulla possibilità che la trattativa vada oltre la linea immaginabile determinata dal 30 Novembre.

 

Già fine Novembre. Per la ACME Enterprise è una data "importantissima", il giro di boa dell’anno fiscale, l’alfa o l’omega della micro economia aziendale, il momento in cui si rinasce a vita nuova oppure si viene gettati in una sorta di tragedia greca senza confini.

 

La vicenda di per se è abbastanza ridicola e se fossi uno sceneggiatore avrei già scritto una commedia. Vi mostro i due scenari possibili

 

Scenario A: la rinascita

 

Dopo un faticoso inizio di anno, si arriva alla fine di Novembre dove le più rosee previsioni vengono superate e la divisione della ACME Enterprise in cui lavoro, recupera il tempo perso e tutti sono felici, ma tanto felici.

 

In questo scenario il capo del capo (insomma il capo al quadrato) scende sulla terra dei poveri venditori avvolto da una luce celestiale fatta da miliardi di W di lampadine ad alto consumo energetico, che per accenderle si è chiesto all'ENEL di costruire una centrale apposta. Pontificando il bellissimo lavoro fatto, ci sprona a lavorare ancora più alacremente per far si che le mirabolanti opportunità che ci si prospettano diventino soldi soldi e ancora soldi. Finito il sermone da “profeta della venticinquesima ora”, riprende l’ascensore che nel frattempo si è trasformato in un razzo-missile e ritorna nell’olimpo dei capi lasciando dietro di se una scia di oro luccicante.

 

Scenario B: la catastrofe

 

Dopo un faticoso inizio di anno, si arriva alla fine di Novembre dove le più nere previsioni vengono rispettate al ribasso e la divisione della ACME Enterprise in cui lavoro, rimane incastrata nell’inferno delle cifre maledette e tutti sono tristi, ma tanto tristi.

 

In questo scenario il capo del capo (che è sempre il capo al quadrato ma un po' meno) sale sulla terra dei poveri venditori avvolto da una luce fioca di lampada al neon tremolante che per accenderla viene utilizzato un povero venditore costretto a pedalare su una ciclette senza sellino. Criticando il bruttissimo lavoro fatto, ci insulta a male parole e ci costringe a firmare un “patto con la ACME” in cui mettere rosso su bianco (nell’occasione viene utilizzato il sangue di un altro povero venditore) quello che venderemo fino alla fine dell’anno fiscale. Finito il sermone da “profeta incazzato della venticinquesima ora meno un quarto”, riprende l’ascensore che nel frattempo si è trasformato in un in una scala a pioli e ridiscende nell’inferno dei capi lasciando dietro di se una cortina di fumo maleodorante.

 

Insomma questi gli scenari anche se poi si finirà per essere in una più “politica” via di mezzo, però a volte gli atteggiamenti euforici o catastrofici della ACME Enterprise, rasentano l’assurdità da B-movie (se non da C-movie).

 

Il Raffinato

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